650 – Fratello, fra Antico e Nuovo Testamento (4)

Pensiero 650

Con la quarta, breve parte terminano le puntate dedicate all’idea biblica di fratellanza; segue un ricordo di Piergiorgio Cattani di prossima uscita sulla rivista Mediterraneo

  1. Il buon samaritano

In Fratelli tutti il brano biblico centrale è costituito dalla parabola del Buon Samaritano (Lc 10, 29-37) (a cui è dedicato l’intero secondo capitolo, più altri richiami). Dal punto di vista di principio la scelta indica la sostanziale equivalenza tra l’idea di «prossimo» e quella di «fratello». Quanto conta per il mondo d’oggi è soprattutto la messa in pratica, sia personale sia collettiva, dell’insegnamento proposto da Gesù. Le letture attualizzanti della parabola evangelica sono state da sempre molte; dopo secoli quella proposta da fra Tommaso Campanella resta comunque ancora memorabile:

Da  Roma ad Ostia un pover uom andando

fu spogliato e ferito da ladroni:

lo vider certi monaci santoni,

e’l cansar, sul breviario recitando.

Passò un vescovo, e, quasi non mirando,

sol gli fe’ croci e benedizioni:

ma un cardinal, fingendo affetti buoni,

seguitò i ladri, lor preda bramando.

Alfin giunse un Tedesco luterano,

che nega l’opre ed afferma la fede:

l’accolse, lo vestìo, lo fece sano.

Chi più merita in questi? chi è più umano?

Dunque al voler l’intelligenza cede,

la fede all’opra, la bocca alla mano,

mentre quel che si crede,

s’a te ed altri è buono e ver, non sai;

ma certo è a tutti il vero ben che fai.[1]

Piergiorgio

Le persone anziane sanno che tra dieci o vent’anni non ci saranno più, nessuno però è tanto vecchio da non immaginarsi ancora in vita l’anno prossimo. In questo clima ha vissuto a lungo anche Piergiorgio Cattani, che di anni però non ne aveva molti, era nato nel 1976. Aveva tuttavia dentro di sé una dura compagna: la distrofia muscolare di Duchenne che gli procurò, in maniera crescente, l’impossibilità di muoversi e lo obbligò a ricorrere a un ventilatore per riuscire a respirare. Sapeva che le sue aspettative di vita erano limitate; tuttavia quando per decenni all’oggi succede il domani, si è nelle condizioni di proiettarsi in un futuro sia pur breve. Domenica 8 novembre il cuore di Piergiorgio si è improvvisamente fermato quando la sua mente era piena di progetti.

Nel 2015 è uscito un suo libro intitolato Guarigione. Un disabile in codice rosso.  Il titolo va preso alla lettera: una serie di gravi patologie è stata sconfitta; senza comportare, però, il superamento della disabilità, quest’ultima, dunque, fu vissuta da Piergiorgio come una condizione normale. .

Le battaglie etiche e civili di Cattani, scrittore, giornalista e uomo politico nel suo Trentino, hanno avuto un centro: fare spazio nella vita pubblica a tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, sono ai margini.  Molti condividono questa posizione, ma c’è chi è in grado di sostenerla con le stimmate di verità di cui altri sono privi. La dignità umana cessa allora di essere solo un principio astratto.

L’orizzonte civile riguarda la nostra esistenza sulla terra. È vita autentica ma non è l’unica vita. Battaglia ancora più difficile fu per Piergiorgio far sì che la Chiesa si ricordasse davvero di annunciare le «cose ultime». Per farlo vi è una precondizione esigente: bisogna spogliarsi del proprio potere. Su questo fronte non mancarono amarezze. Chi sa ascoltare Piergiorgio, tuttavia, apprende, con inesauribile riconoscenza, che una vita impegnata nel mondo può avere come proprio sigillo la frase del Credo: «aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».

 

 

 

[1] T.  Campanella, Poesie, a cura di G. Gentile, Sansoni, Firenze 1929, n. 42.

 

650 – Fratello, fra Antico e Nuovo Testamento (4)ultima modifica: 2020-11-22T11:30:45+01:00da piero-stefani
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