II Domenica di Avvento (C) Dal deserto alla pianura

Seconda domenica di Avvento
Bar 5,1-9; Sal 126 (125); Ef 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6

Dal deserto alla pianura

Luca, per presentare l’inizio della predicazione di Giovanni, parla di un tempo individuato attraverso la presenza di imperatori, governatori, tetrarchi e sommi sacerdoti (Lc 3,1-2). In tal modo egli ripropone lo spirito storiografico che aveva contraddistinto l’incipit del suo Vangelo nel quale dichiarava di aver compiuto «ricerche accurate su ogni circostanza» al fine di scriverne «un resoconto ordinato» (Lc 1,3). L’elencazione è però solo l’involucro non il messaggio. I potenti sono nominati per svolgere una funzione puramente cronologica. I grandi della terra sono ridotti a foglietti di un calendario. Più importante di loro è Giovanni che predica in un remoto angolo di un piccolo deserto. «La parola di Dio» (Lc 3,2) – espressione profetica ignota agli altri Vangeli – venne sul figlio di Zaccaria e non su di loro. La fede dichiara la parola più decisiva della autorità, del potere e della forza. Non è vicenda inedita. La parola del Signore fu rivolta al profeta Osea nel tempo di Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia, re di Giuda e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d’Israele (Os 1,1). La parola del Signore fu rivolta a Geremia nel tredicesimo anno del regno di Giosia, re di Giuda «e successivamente anche al tempo di Ioiakim, figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell’anno undicesimo di Sedecia, figlio di Giosia, re di Giuda» (Ger 1,2).
Giovanni predica un battesimo di conversione per il perdono dei peccati (Lc 3,3). Lo fa subito prima che Gesù, trentenne, inizi la sua missione. La liturgia proclama anacronisticamente questa pagina nel tempo di Avvento. L’odierno Vangelo, più che a prepararci a celebrare una nascita, sembra orientato a predisporci ad accogliere un annuncio. È giusto che sia così. La scelta, evidente in linea di principio, è però meno pregnante nella pratica: in un Natale di anno in anno sempre più anticipato è arduo vivere le settimane che precedono il 25 dicembre come un tempo di conversione e di attesa. In questo contesto la liturgia ci ricorda la semplice verità secondo la quale il Natale andrebbe vissuto alla luce dell’Evangelo. È l’ascolto di quell’annuncio a colmare i burroni e ad abbassare monti e colli.
Al pari di Matteo (3,3), Marco (1,3) e Giovanni (1,23), anche Luca cita il quarantesimo capitolo del profeta Isaia, lo fa però in modo più esteso. Solo lui si dilunga fino a riportare i versi: «Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato, le vie tortuose diverranno dritte e quelle impervie spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» (Lc 3,4-6; Is 40, 4-5). La voce profetica nel deserto annuncia una prossima, estesa e rettilinea pianura. Rispetto alla forza evocativa dei monti, la scena sulle prime sembra troppo piatta e monotona. Perché Luca cita Isaia più abbondantemente degli altri Vangeli? La ragione forse la si trova qualche capitolo dopo. Matteo pone le Beatitudini all’inizio del suo «discorso della montagna» (Mt 5,1-10); Luca invece muta ambientazione: «Disceso con loro [i Dodici], si fermò in un luogo pianeggiante […] Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli diceva: “Beati voi, poveri perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete…» (Lc 6, 6,17-20). L’abbassamento delle cime e il riempimento dei burroni sono simboli del rovesciamento prospettato dalle Beatitudini: chi era in basso ora è in alto e viceversa («Ma guai a voi ricchi, perché avete già avuto la vostra consolazione…» Lc 6,24). «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» (Lc 1, 32-33). La predicazione di Giovanni e il cammino di Avvento ci invitano a vivere nello spirito delle Beatitudini, lo fanno proprio nei giorni in cui i tempi del calendario paiono orientati a esaltare i ricchi, i sazi e i ridenti.

II Domenica di Avvento (C) Dal deserto alla pianuraultima modifica: 2018-12-07T20:49:21+01:00da piero-stefani
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *