556 – Aforismi sull’aforisma (21.02.2016)

Il pensiero della settimana, n. 556

 Aforismi sull’aforisma

 In un suo uso proverbiale il termine «goccia» è un singolare che sta per un plurale orientato al conseguimento di un fine unitario: gutta cavat lapidem. Il nome indica anche un concentrato che raccoglie dentro di sé quanto altrove è diluito: «basta una goccia». Quando è dispersa nel mare, la goccia simboleggia invece l’incapacità di raggiungere con le proprie forze lo scopo prestabilito: tenacia e concentrazione non sempre bastano. Gli aforismi sono paragonabili a gocce: a volte scavano a motivo della loro concentrazione, a volte si disperdono.

 La piccola grandezza dell’aforisma risulta evidente  dal fatto che chi non ha nulla da dire può scrivere all’infinito.

 Quando un aforisma raggiunge il proprio scopo? Concisione, righe spoglie incise sulla pagina. Ogni altra espansione  comporterebbe una perdita. La carta bianca sta alla scrittura come il silenzio alla voce: ne delimita il senso.

 Fermare un pensiero sulla carta. Quando l’operazione è ben riuscita, non vuol dire arrestare un flusso; al contrario, equivale a rivestirlo di parole appropriate che lo rendono comunicabile. Fermare qui significa consegnare a se stessi e ad altri.

 La vocazione allo scrivere si manifesta solo quando si comprende che la precisione linguistica è una meta verso cui tendere senza mai poterla conseguire in modo definitivo. Appunto per questo motivo la brevità è più evocativa della lunghezza.

 C’è lo scrittore «pittore» e lo scrittore «scultore». Il primo parte dagli schizzi e aggiunge; il secondo taglia e dà forma iniziando da una massa sovrabbondante. Si può conseguire  l’eccellenza per entrambe le vie; ma è lo «scultore» a conoscere di più cosa significano il rigore e il sacrificio: «Comporre non è difficile, ma è estremamente difficile eliminare le note superflue» (Johannes Brahms). È il «levare» di Michelangelo.

 «Solo la mano che cancella / può scrivere la verità» (Meister Eckhart). Solo chi è capace di discutere criticamente i propri pensieri e ha la forza di rimettersi in discussione? O è la pagina bianca divenuta non scritta che tutto può di nuovo accogliere?

 Una frase è «toccante» solo se è breve. Allora la parola assume un corpo ed entra nella sfera del tatto. Davanti a essa si dischiude un “crescendo”: stretta di mano, abbraccio, bacio.

Piero Stefani

 

 

 

556 – Aforismi sull’aforisma (21.02.2016)ultima modifica: 2016-02-20T09:00:07+01:00da piero-stefani
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