A proposito della lettura del Vangelo

Pensiero 367
A proposito della lettura del Vangelo

Premessa.

Nell’omelia tenuta durante la messa quotidiana a Santa Marta venerdì 17 aprile, papa Francesco ha indicato, per la prima volta in maniera corposa, l’anomala situazione celebrativa in cui si sta attualmente trovando la Chiesa Cattolica. Alcune sue parola in proposito sono nette: «Dico questo perché qualcuno mi ha fatto riflettere sul pericolo che questo momento che stiamo vivendo, questa pandemia che ha fatto che tutti ci comunicassimo anche religiosamente attraverso i media, attraverso i mezzi di comunicazione, anche questa Messa, siamo tutti comunicanti, ma non insieme, spiritualmente insieme. Il popolo è piccolo. C’è un grande popolo: stiamo insieme, ma non insieme. Anche il Sacramento: oggi ce l’avete, l’Eucaristia, ma la gente che è collegata con noi, soltanto la comunione spirituale. E questa non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile, che il Signore permette, ma l’ideale della Chiesa è sempre con il popolo e con i sacramenti. Sempre».

Occorre cogliere questi segnali, perché c’è il rischio che questa fase sia compresa solo come dolorosa parentesi sospensiva e tutto dopo possa riprendere come prima.

Riproduco il testo scritto per il sito delle ACLI di Bergamo, uscito a inizio settimana sul loro sito e poi ripreso su: www.moltefedi@aclibergamo.it.

1. Eventi storici inattesi e indesiderati hanno avuto, non di rado, conseguenze dirette sulle comunità religiose. In questi giorni difficili qualcuno ha evocato l’esilio babilonese da cui sorse un nuovo tipo di ebraismo. L’esempio è fin troppo impegnativo. Forse casi di minor portata sono più comparabili. Il 20 settembre 1870, dapprima subito dalla Chiesa come perdita irreparabile, fu poi giudicato da Paolo VI in termini provvidenziali. L’attuale sospensione delle celebrazioni religiose pubbliche è stata imposta da misure adottate dalle autorità civili. A differenza della presa di Roma, la disposizione è stata immediatamente accettata e condivisa dalla Chiesa cattolica; tuttavia rimane indiscutibile che non si è trattato di una decisione autonoma. Non sappiamo se verranno giorni in cui questo periodo sarà giudicato provvidenziale; siamo però consapevoli che, prolungatasi più a lungo del previsto nel tempo centrale dell’anno liturgico, l’attuale situazione lascerà dietro di sé svariate conseguenze.
2. La costituzione conciliare Sacrosantum Concilium sulla sacra liturgia dichiara, all’esordio, il proposito di adattare alle esigenze del tempo le istituzioni soggette a mutamento. Nella liturgia, si afferma, vi sono parti immodificabili, mentre altre possono essere modificate (cfr. n. 21). Al n. 14 si dichiara che la natura stessa della Liturgia richiede una consapevole e attiva partecipazione dei fedeli; il popolo cristiano, in forza del battesimo, ne ha tanto il diritto quanto il dovere. Nella celebrazione della messa l’importanza della Sacra Scrittura è massima (n. 24). Infine perché la mensa della parola sia preparata ai fedeli con maggior abbondanza devono essere loro aperti più copiosamente i tesori della Bibbia (n. 51).
3. Questo periodo nel quale i fedeli sono stati lontani dell’eucaristia, da molti è stato indicato come propizio per l’approfondimento della Parola. Vale a dire, è stata giudicata un’occasione perché il largo accesso alla Scrittura, auspicato dal Concilio (Dei Verbum, n. 22), trovi una sua più vigorosa corrispondenza pratica.
4. Le due parti della messa, la liturgia della Parola e quella eucaristica, sono congiunte tra loro così strettamente da formare un solo atto di culto (Sacrosantum Concilium n. 56). In queste lunghe settimane la congiunzione è stata vissuta unicamente dai presbiteri; mentre i laici, in virtù del loro sacerdozio battesimale, hanno potuto, in qualche modo, partecipare attivamente soltanto alla prima delle due parti, mentre la seconda è stata usufruita solo a distanza.
5. I Vangeli eccellono sulle altre parti della Bibbia (Dei Verbum, n. 18). Nella prassi liturgica la loro eccellenza trova riscontro nel fatto che le altre sezioni della Scrittura (la cui proclamazione è consentita anche alle laiche e ai laici) sono ascoltate da seduti mentre il Vangelo lo si ascolta in piedi. Non è la sola differenza; fin dalla tarda antichità la lettura liturgica dei Vangeli è riservata ai presbiteri e ai diaconi. Tuttavia questa consuetudine, ora che l’accesso alle Scritture si è ampliato, rischia di fare apparire i Vangeli non tanto un vertice quanto una specie di «corpo separato» (il diffuso, e peraltro antico, fraintendimento che distingue tra Bibbia e Vangeli appare una specie di simbolo distorto di questa situazione).
6. La lettura del Vangelo riservata ai presbiteri e ai diaconi è una delle parti modificabili della liturgia. Già ora sono previste eccezioni. Per esempio quando il celebrante ha gravi problemi di vista e non è presente un altro ministro ordinato (cf. La riforma liturgica, Istruzione II del 4 maggio 1967, 18). Caso remoto ma comunque sufficiente per indicare una possibilità certo non attuabile in relazione alla parte eucaristica. Più frequente, e consentita in via ufficiale, è la prassi secondo la quale nella lettura dialogata della Passione intervengano, anche in sede liturgica, dei laici.
7. Sarebbe un segno di aver compreso le esigenze dei tempi il fatto che, quando riprenderanno le celebrazioni comunitarie della messa, alle laiche e ai laici sia consentito, in virtù del comune sacerdozio dei fedeli, di proclamare anche il Vangelo. Ciò, evidentemente, non dovrebbe presentarsi come una compensazione del digiuno eucaristico da loro patito (ma in realtà patito pure dalla celebrazione in se stessa) per tutto il periodo culminante dell’anno liturgico. La motivazione profonda sarebbe infatti quella di affermare che l’indubbia eccellenza dei Vangeli non significa la loro separazione dal resto della Parola rivelata. Come sempre, la privazione può trasformarsi in occasione senza, per questo, tramutarsi in fondamento. Si tratterebbe di una innovazione minima rispetto a riforme assai più impegnative richieste alla Chiesa cattolica da questa nostra epoca. Questa modifica sarebbe però un piccolo seme. Su quale terreno cadrà? Il rischio che vada a finire sulla strada o tra le spine è più che concreto.

A proposito della lettura del Vangeloultima modifica: 2020-04-18T10:30:13+02:00da piero-stefani
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