IV Domenica di Avvento (C) Beata colei che ha creduto

Quarta domenica di Avvento
Mi 5,1-4; Sal 80 (79); Eb 10,5-10; Lc 1,39-45

Beata colei che ha creduto

Maria a Nazaret riceve da Gabriele l’annuncio: lei concepirà colui che «sarà santo e chiamato Figlio dell’Altissimo». Come è possibile che ciò avvenga visto che «non conosce uomo»? L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile, nulla è impossibile a Dio» (Lc 1, 34-38). Per annunciare una nascita umanamente impossibile Gabriele ne presenta un’altra del tutto inconsueta e lo fa con parole che, a loro volta, richiamano l’annuncio incentrato sulla fecondità della sterile Sara: «C’è forse qualcosa d’impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te fra un anno e Sara avrà un figlio» (Gen 18,14). Ascoltate le parole di Gabriele, Maria dichiara: «“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei» (Lc 1,38), mentre lei si allontanò da Nazaret: «In quei giorni» Maria si alzò e andò in fretta verso una città della Giudea (Lc 1, 39). Il mettersi in viaggio è la prova concreta di aver creduto alle parole a lei rivolte. Nessun altro le aveva dato la notizia della gravidanza di Elisabetta; dal canto loro i tempi biologici del suo utero non fornivano ancora a Maria alcuna certezza. La Visitazione, nelle omelie più volte prospettata come una forma di premura nei confronti di un’anziana parente, è in effetti, prima di tutto, un atto di fede. La decisione di uscire dal suo villaggio per andare verso la regione montuosa della Giudea inserisce Maria in una storia che ebbe inizio con Abramo e Sara (cf. Rm 4,19-21). A dirlo non è l’interprete, a dichiararlo è una stessa delle due protagoniste; grazie allo Spirito Santo, Elisabetta rivolse a Maria due espressioni: dapprima «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42) e poi «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1, 45). Non sarebbe improprio integrare l’inizio dell’Ave Maria aggiungendo alla salutatio angelica anche l’altra esclamazione di Elisabetta: «Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo Gesù e beata te che hai creduto». La benedizione è una realtà che si augura e che, in parte, deve ancora compiersi, la beatitudine riguarda invece una realtà già presente. Quando giunse da Elisabetta, Maria non era ancora madre ma era già beata per la sua fede.
Con le sue parole Elisabetta pone in evidenza anche la differenza tra Maria e il proprio sposo, il sacerdote Zaccaria. Quando si trovava nel tempio a compiere l’offerta dell’incenso, a Zaccaria apparve un angelo per annunciargli la nascita di un figlio. Il sacerdote, però, non ebbe la fede di Abramo, ai suoi occhi la vecchiaia propria e quella di sua moglie apparivano ostacoli insuperabili. La creatura angelica svelò allora il proprio nome e la propria missione: «Io sono Gabriele, che sto innanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portare questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo» (Lc 1,8-20). L’angelo era venuto per parlare; in una specie di contrappasso, l’incredulità del sacerdote ha come conseguenza di consegnarlo al mutismo fino al giorno in cui, scrivendo su una tavoletta un nome inatteso (Giovanni), a Zaccaria tornerà la parola (Lc 1,59-64). Al forzato silenzio del marito si contrappongono fin dal principio le parole della moglie; in virtù dello Spirito Santo e della fede di Maria, Elisabetta infatti «esclamò a gran voce» (Lc 1,42) la beatitudine di colei che credette all’annuncio. In definitiva, in questa ultima domenica di Avvento il Vangelo della Visitazione si presenta per noi come un esempio e un invito a credere al «buon annuncio (evangelo)».

IV Domenica di Avvento (C) Beata colei che ha credutoultima modifica: 2018-12-22T06:04:01+01:00da piero-stefani
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