594 – La notte di Natale (25.12.2016)

Il pensiero della settimana, 594

La notte di Natale

PremessaNelle righe successive si parla di compromesso. Lo è anche il pensiero 594 preso nel suo insieme. Esso riproduce, in modo quasi  identico, il primo dedicato al Natale, apparso, ormai tredici anni fa, in questa rubrica. È infatti sempre più difficile trovare parole nuove per una festa che ogni anno è chiamata a cambiare un mondo che, nonostante il succedersi di mutamenti epocali, rimane sempre lo stesso, segnato in profondità dal male  e dalla violenza.

      Non da oggi la preoccupazione che assilla l’animo di molti credenti è di salvare il Natale, non già di essere salvati da esso. Persa da tempo la speranza di poter in qualche modo contrastare il dilagare dei consumi, insidiata in modo sempre più consistente la tenuta di riti ecclesiali e domestici, chi vuole vivere la festa all’ombra della fede cerca spazi in cui poter dare un senso a una nascita diversa da tutte le altre. Non può farlo che all’insegna del compromesso. Il parroco che vede la chiesa gremirsi a mezzanotte vorrebbe essere  drastico con chi viene a messa solo una volta all’anno, eppure sa che quella è l’unica occasione che gli resta per parlare a chi non ode mai la sua voce. Chi cerca di svincolarsi dal rituale di convenzionali auguri e 24formali scambi di doni, dice: quest’anno basta; ma poi gli torna alla mente quella persona che resterebbe male e i bambini che non capirebbero e allora riprende la vecchia trafila. I pranzi con i parenti hanno risvolti faticosi e a volte addirittura penosi; ma se non ci fossero se ne avvertirebbe la mancanza; per chi è solo, il periodo delle feste è quello che in tutto l’anno stringe di più il cuore. Ognuno potrebbe aggiungere delle varianti a questa trama di fondo.
     Il vettore va nella direzione di voler salvare qualche brandello di Natale. Preoccupazione più che comprensibile, eppure già irrimediabilmente segnata dal fallimento. Il  primo annuncio di Natale suonava in termini capovolti: «oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2,11).  Non è solo la nostra sciatteria spirituale a rendere in pratica inascoltata questa buona notizia. Fosse così, il dramma sarebbe persino poco inquietante. Il vero paradosso del Natale è che quell’annuncio ha mutato il corso di un mondo che, per più versi, resta sempre lo stesso. Nel cuore della storia non ci sono tracce ostensibili della redenzione. Quanto dovrebbe preoccupare il credente in Gesù Cristo è sapere come mostrare i segni della salvezza in un mondo tuttora avvolto nelle tenebre. L’ultimo baluardo sarebbe la nostra capacità  almeno di attenderla, ma è proprio qui che le brecce del muro si fanno ancor più macroscopiche.
   L’annuncio di Natale è contraddistinto dall’apparire della luce nella notte. Nella messa di mezzanotte la colletta parla di una illuminazione avvenuta con lo splendore di Cristo; la prima lettura si riferisce a un popolo che, camminando nelle tenebre, vide una grande luce; il vangelo narra di pastori avvolti dalla luce della gloria del Signore; il primo prefazio di Natale  proclama la «luce nuova del tuo fulgore». Vi è tanta luce, ma  si è nella notte. Come nel Prologo del vangelo di Giovanni, la luce rifulge nelle tenebre: alla notte non spetta l’ultima parola ma, nello stesso tempo, è ancora lontana la luce incontrastata del pieno meriggio.
    È di nuovo l’inizio del quarto vangelo ad attestare che la luce può essere accolta o respinta. La Parola fattasi carne testimonia tanto una presenza quanto una non evidenza di Dio nel creato. Dopo la venuta al mondo del Figlio la cultura dell’Occidente è stata tanto poco avvolta dall’evidenza del divino da aver tentato, a più riprese, di dimostrare l’esistenza stessa di Dio. Il Natale non consente alcuna ostensione di una presenza del Signore dispiegatasi nella luce del giorno: nelle tenebre  dovremmo testimoniare che la piena redenzione è ancora possibile; ma a mostrarlo sono le vite, non i riti.
Piero Stefani

 

594 – La notte di Natale (25.12.2016)ultima modifica: 2016-12-24T08:00:05+01:00da piero-stefani
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