555 – Il mercoledì delle ceneri e l’ascesi secolare (14.02.2016)

Il  pensiero della settimana, n. 555

 Il mercoledì delle ceneri e l’ascesi secolare[1]

   Oggi per la Chiesa cattolica di rito latino è mercoledì delle ceneri, il giorno che segna l’inizio della quaresima. Attualmente gli spiriti devoti si chiedono come si sia in grado di vivere quaranta giorni penitenziali quando nella società circostante il carnevale continua senza soste. Di contro, gli spiriti arguti si domandano come sia possibile vivere intensamente il carnevale senza qualche interruzione che faccia sperimentare cosa significa un tempo non gaudente.

   Fino alla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II l’imposizione delle ceneri sulla testa dei fedeli era accompagnata dalla formula: «memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris» «ricordati uomo che sei polvere e in polvere ritornerai». Si alludeva perciò alle antiche parole della Genesi (3,19) scagliate contro il primo uomo peccatore. La cupezza del tono ha indotto la Chiesa a mutar formulazione. Oggi si dice «Convertitevi e credete al vangelo» (Marco 1,5), frase consona allo spirito quaresimale  ma poco evocativa di ceneri ricavate dai rami di ulivo benedetti nella Domenica delle palme dell’anno precedente.

   Le persone sanno di essere destinate a morire anche quando il loro capo non è cosparso di cenere. La sfida della fede non sta nel riconoscersi mortali. La fragilità della condizione umana è un’evidenza. Quanto contraddistingue la speranza dei credenti non è la morte che tutti vedono; è la resurrezione che nessuno ha ancora mai visto. Fu così anche al tempo di Gesù: la morte in croce avvenne davanti a testimoni, la resurrezione ebbe luogo nel silenzio della notte. Il cammino quaresimale conduce verso la Pasqua; la formula più consona all’imposizione delle ceneri sarebbe perciò: «Tornerai in polvere, ma ricordati che risorgerai». Tuttavia è difficile accogliere i paradossi, forse anche quelli della fede, entro riti che, dopo essere stati costume collettivo, hanno ormai lasciato il posto a stili di vita improntati a un carnevale privo di quaresima.

   Ma davvero tutto nell’Occidente è gaudente e in esso non vi è più nulla di ascetico?All’inizio del Novecento, per indicare l’atteggiamento di matrice protestante nei confronti del lavoro, Max Weber coniò l’espressione «ascetismo secolare». Oggi l’atteggiamento non è scomparso, ma, per lo più, ha cambiato obiettivo. L’esemplificazione più evidente di una prassi ascetica attualmente sta nel prendersi cura dell’estetica del proprio corpo, vale a dire dell’immagine di se stessi che ci si propone di fornire agli altri. Non si è mai disposti a soffrire con tanta facilità quanto per diventar o mantenersi belli e attraenti o per credersi tali (si pensi ai tatuaggi). Per divenire belli si è disposti a patire anche in un’epoca in cui, di norma, si cerca di fuggire il dolore.  Il modello a cui si aspira è però irraggiungibile così come un tempo lo era la santità perfetta. Quanto è praticabile è appunto l’ascesi (da askeō, mi sforzo). Nella vita spirituale la perfezione andava ricercata e i progressi riconfermati giorno dopo giorno (se non si avanza in realtà si retrocede), allo stesso modo anche la lotta per la bellezza del proprio apparire necessita di cure quotidiane (la parola “dieta” è fedele al suo etimo). Le sconfitte e i successi nella loro antitesi hanno però qualcosa in comune: ricominciare o proseguire, in ogni caso non abbandonare il campo. Se poi gli insuccessi sono troppi e la guerra è perduta a dominare l’orizzonte è l’incapacità di far pace con se stessi. Nei casi più gravi la spinta nata dal potenziamento della propria immagine porta addirittura alla distruzione di se stessi.

    Così nell’inquieto ma in fin dei conti opulento e pacifico Occidente (o nell’Oriente occidentalizzato); di contro, la condizione di altre parti del pianeta attesta come tutti questi discorsi, oltre che i loro contenuti, siano, in senso proprio, superflui.

Piero Stefani

 

 


[1] La prima parte del pensiero riproduce il testo trasmesso in “Oggi, la storia”, RSI, rete 2 il 10.2.2016, la seconda parte è inedita.

555 – Il mercoledì delle ceneri e l’ascesi secolare (14.02.2016)ultima modifica: 2016-02-13T09:00:38+01:00da piero-stefani
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