452__Portomaggiore a novembre (17.11.2013)

Il pensiero della settimana n. 452

Prima

 Fradicia la terra,

fradicio il cielo,

sgretolati i rossi mattoni del grande palazzo.

Per la strada barbe e donne velate.

Laggiù nell’umido giro dei muri,

una silente presenza in attesa.

Verità sepolta, quella devota e infantile

di andare a far visita al Santissimo

per tener compagnia a Gesù.

Durante

Nella prima stanza a destra dell’ex albergo, poi diventato casa di riposo e ora centro sociale, sette o otto signore facevano cappelletti. Avevano copricapi vari e grembiuli di foggia e materiali diversi, tutti però bianchi. Chiudevano i quadratini di pasta nella classica forma ripiegata. La montagnola di ripieno scendeva a poco a poco. Le prenotazioni erano già parecchie; gli altri sacchetti si sarebbero di sicuro venduti prima di Natale per autofinanziamento.

Da tre stanze del vecchio albergo è stata ricavata la saletta per le conferenze. Si parlava di islam, in particolare in relazione alle donne. Pubblico vario, in maggioranza femminile. Due musulmane provenienti dal Gujarat se ne sono andate dopo pochi minuti. Per gli ascoltatori e le ascoltatrici non è mancata qualche sorpresa, la prima delle quali relativa proprio al linguaggio inclusivo. Non si deve più dire solo uomini, ma uomini e donne, fratelli e sorelle, lettori e lettrici e così via. Tutto ciò ha un colore diverso dal vecchiotto: signore e signori.

Il linguaggio ha un illustre precedente. “Gli uomini e le donne sottomesse al Signore, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, gli uomini che dicono la verità e le donne che dicono la verità, gli uomini e le donne che hanno pazienza, che hanno umiltà, che versano l’elemosina e digiunano e conservano la castità e spesso rammentano il nome di Dio, per tutti [qui cade il: per tutte] Dio ha preparato un perdono e una generosa ricompensa” (Corano 33,35).

Questi versetti coranici dicono l’uguaglianza della donna davanti a Dio; a differenza del sacramentale cattolicesimo, per entrare in relazione con Allah non c’è bisogno di alcuna mediazione maschile. Lo stesso Corano, sul piano delle relazioni familiari e sociali, parla però il linguaggio della disuguaglianza tra uomini e donne. Così facendo ha messo in campo precetti di difficile aggiramento nell’ambito dell’umma musulmana. In questo impasto disuguale passa non poco del dramma che contraddistingue la presenza musulmana nel mondo d’oggi.

Dopo

Sotto la pensilina in attesa.

Un grido per ritardare la partenza

del treno;

lì si può ancora.

Occhi ceruli, denti radi,

rigogliosa la peluria sotto le nari.

Lei comandava le operazioni,

raddoppiata dalla figlia,

a venticinque anni madre già tre volte.

I due maschi figure silenti.

Chiede qualche soldo,

offre molte parole.

Si vive in tanti modi;

ma di disuguaglianza

e non di pluralismo

occorre parlare.

452__Portomaggiore a novembre (17.11.2013)ultima modifica: 2013-11-17T21:39:29+01:00da piero-stefani
Reposta per primo quest’articolo