408_Il mondo di Jopseph Ratzinger (25.11.2012)

Il pensiero della settimana, n. 408         La Premessa all’ultimo libro di Jospeh Ratzinger – Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù –  termina con queste parole: «spero che il piccolo libro, nonostante i suoi limiti, possa aiutare molte persone nel loro cammino con e verso Gesù». Non c’è ragione per dubitare che quella dichiarata costituisca l’effettiva intenzione del papa. Tuttavia,  … Continua a leggere

Gesù, un nome che ci accompagna da duemila anni – Un libro di Piero Stefani

  Che cosa sappiamo effettivamente di Gesù? La domanda riceve, da sempre, molte risposte. Non a motivo delle fonti – ce ne sono di canoniche e di apocrife, oltre a un numero limitato di documenti non cristiani – ma a causa della loro interpretazione. Il volume si confronta con trebfondamentali approcci alla figura di Gesù: ecclesiale, storico, letterario. Attraverso questa … Continua a leggere

407_Minima spiritualia (18.11.2012)

Il pensiero della settimana, n. 407   Vi è un detto rabbinico di solito interpretato opportunamente in chiave politica (quasi fosse un anticipo di Hobbes): «Prega per la salute del regno [da intendersi qui come Impero romano] perché se non fosse per il timore che incute, ci si ingoierebbe vivi l’un l’altro» (Pirqè Avot  3,2). Tuttavia un commentatore medievale – … Continua a leggere

406_Nessuno ha mai visto Dio (11.11.2012)

Il pensiero della settimana, n. 406         L’espressione biblica «nessuno ha mai visto Dio» – posta come titolo all’ultimo libro di Gabriella Caramore[1] – è formulata in modo negativo. Presa in se stessa esclude la possibilità di esperire visivamente l’Altissimo. Tuttavia questo passo, proveniente dalla prima lettera di Giovanni, non è un modo per ribadire semplicemente che Dio è … Continua a leggere

405 _ Decadenza (04.11.2012)

Il pensiero della settimana, n. 405     Per millenni quasi tutte le civiltà apparse sul pianeta hanno elaborato visioni del tempo che comportavano la prospettiva della decadenza. Come la vita individuale, anche quella delle società era destinata a infiacchirsi fino all’estinzione. Come nel caso dell’araba fenice, solo a partire dalle ceneri ci può essere rinascita. Ciò non valeva solo quando … Continua a leggere